Roba da matti
Possiamo volontaristicamente avvicinarci agli ultimi per lenire le loro sofferenze, ma è forse impossibile farci, sino in fondo, ultimi con gli ultimi.
Il problema è che più ci facciamo miseri e più ci priviamo del secondo requisito basilare che costituisce e contrassegna il bisognoso; il primo sta nel fatto che è miserabile, il secondo che lo è senza volerlo essere.
Aderendo liberamente alla prima condizione tradiremo la seconda; emulare, sia in su che in giù, è fare non essere. Per strane dinamiche nel volontarismo l’altro ci resta precluso e i nostri fraterni proponimenti ci permetteranno, al massimo, di metterci nei suoi panni, ma i suoi panni non sono lui.
Eppure la storia rendiconta di umane compenetrazioni totali, come nelle rappresaglie naziste della Resistenza quando innocenti si offrivano di morire al posto di altri, non spinti da buoni propositi, ma così, d’impeto. Situazione limite dove irrompono forze irrazionali -può darsi razionalissime- da una dimensione Altra, tragica quanto salvifica, Jaspers la definiva "cifra del trascendente”. Roba da matti l’amore.
Sensus sui
La mattina ti svegli e sai che sei, all’istante. Se sei a posto di testa di solito aggiungi: sono io. Da lì tutti i nostri pensieri e azioni nel mondo. Dinamica un po’ simile a quando siamo nati quella del risveglio; replica un po’ più accelerata.
Quel primo evento “sono” è così spontaneo e immediato che il suo accadere e riaccadere ci sfugge, ma a pensarci bene è un miracolo.
Tutti fratelli ?
Cessato il temporale sotto la quercia sono fioriti tutto d'un colpo i ciclamini napoletani[1]. Ostentano una fioritura pornografica, ma come le sirene di Ulisse i bulbi contengono, ben nascoste, saponine altamente tossiche per Homo sapiens: il ciclamino diffida di noi, legittima difesa. I suini hanno dribblato la faccenda con specifici adattamenti e i bulbi se li ingurgitano con nonchalance. Nel funzionamento naturale mica siamo tutti fratelli.
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1 Cyclamen neapolitanum Ten., ma li possiamo anche chiamare Cyclamen poli Delle Chiaje, oppure Cyclamen hederifolium Aiton - classificazioni che dovrebbero servire a intenderci perfettamente di che pianta stiamo parlando…
Frattali
“C’è un sapere nel reale” (J. Lacan)
Datura stramonium tatula sparge i suoi semi alla fine del ciclo annuale. Dalla primavera e per tutta estate ci ha detto tante cose, e quasi secca insegna ancora ostentando la sua architettura frattale [un click sulla foto per apprezzarla]. Il fusto, via, via, si biforca autoperpetuando la fedeltà a se stesso in strutture ricorrenti eppure sempre nuove.
In fondo anche le nostre costruzioni di pensiero si sviluppano un po’ così.
Win-win
Per mezzo loro ha trionfato la specie e grazie alla specie hanno vinto anche loro, questo attestano le facce serene della vegliarda coppia di contadini pugliesi seduti sotto al vecchio ulivo, fieri dei loro cinque figli, nove nipoti e quattro pronipoti.
Ma non è che tutta quella storia dell’immane conflitto fra individuo e specie, che ci vede “zimbelli della natura” e “funzionari della specie” nostro malgrado, è nient’altro che una fissazione ottocentesca?
Partitura super fluttuante multipla assai
S'impara la grammatica per leggere i libri e chiavi per leggere musica nel pentagramma, ma se vogliamo leggere il mondo forse meglio evitare linguaggi troppo prestabiliti.
Ti è piaciuta?
Ti è piaciuta l’ultima enciclica papale Fratelli Tutti? "Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?" Però se lo condividi devi correre subito alla stazione e portarti a casa quei tre mendicanti che hai incontrato stamattina. Perché di questo si tratta, né di più, né di meno.[1]
Forse Francesco sta picchiando più duro del necessario ed io alla stazione non ci vado, ma dopotutto il messaggio di Gesù di Nazareth è cosa un po' folle e piuttosto estrema, poco ha a che fare con il corpo dottrinale e rituale derivato dall’ellenizzazione del monoteismo semitico migrato nel Nuovo Testamento, quello che abbiamo imparato al catechismo.
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1 "Il principio dell’uso comune dei beni creati per tutti è il «primo principio di tutto l’ordinamento etico- sociale», è un diritto naturale, originario e prioritario. Tutti gli altri diritti sui beni necessari alla realizzazione integrale delle persone, inclusi quello della proprietà privata e qualunque altro, «non devono quindi intralciare, bensì, al contrario, facilitarne la realizzazione». Il diritto alla proprietà privata si può considerare solo come un diritto naturale secondario e derivato dal principio della destinazione universale dei beni creati, e ciò ha conseguenze molto concrete, che devono riflettersi sul funzionamento della società. Accade però frequentemente che i diritti secondari si pongono al di sopra di quelli prioritari e originari, privandoli di rilevanza pratica."
Suggestioni
I fisici teorici ipotizzano che ci sfugge il novantacinque per cento della realtà; il cinque per cento che (un po’) conosciamo dicono sia strutturato in differenti regni, ognuno con le sue leggi. Il regno subatomico ha le sue, quello atomico altre, ognuno funziona a modo suo e noi lì in mezzo. Nell’osservare uno specifico regno il rischio è di rimanerne suggestionati al punto da fraintenderlo per tutta la realtà.
Un certo materialismo riduzionistico e meccanicistico ottocentesco è un esempio di questa frettolosa generalizzazione, così la New Age che fantasiosamente fa coincidere la fisica quantistica con le religioni orientali, conoscendo ben poco dell’una e delle altre, così da concludere che tutta la realtà non esiste; cosa che non afferma né tutta la fisica teorica e neppure tutte le religioni orientali, peraltro dire "religioni orientali" è dire tutto e niente, perché universi di pensiero, devozioni e ortoprassi differenti.
Noi un po’ come rane ci muoviamo in acqua, sott’acqua, in terra e saltiamo nell'aria, siamo in questo e quello, ma non siamo solo questo o solo quello.
Fratelli tutti, pedagogia (quasi) impossibile
Se l’amorevole amicizia sociale fosse un preciso fare conseguente a uno specifico sapere si potrebbe esortare e spronare all’amare tutti quanti, ma siccome è dimensione dell’essere risulta sdrucciolevole qualsiasi incitare, però se sei il papa puoi anche provarci.
Comunicazione seriale
Leggere libri richiede tempo, molto tempo, troppo tempo, ma prima o poi inventeranno un cavetto USB-bionico con un capo che ficchi nel computer e l'altro in qualche orifizio organico, così da travasare in pochi istanti corposi PDF nel cervello.
Migrato il file resterà il problema di una nostra personale comprensione dei contenuti migrati e, ancor di più, quello di una nostra soggettiva elaborazione. A che servono i libri se non a stimolare una nostra elaborazione? Processo che si svolge in larga misura proprio nel tempo della lettura. Però per manuali di aeromodellismo, testi libertini dozzinali e roba del genere l'USB-bionico potrebbe anche funzionare se azzecchi l'orifizio compatibile.