
Bruno Vergani
Radiografie appese a un filo. Condivisione di un percorso artistico, davanti al baratro con angoscia parzialmente controllata.
Legittima difesa
L’occhio sinistro sbarrato l’altro serrato e mentre si raffredda, forse obbedienti a un grande funzionamento, scappano le pulci e si posano le mosche. Gatta a pelo lungo, dicono di razza norvegese, da un’ora cadavere.
Mi attivo per la sepoltura ma sul manico del badile riposto in legnaia c’è avviluppata una serpe come sul Bastone di Asclepio. Si allontana lenta forse per lasciarmi proseguire.
Fatto lo scavo gli chiudo l’occhio, la prendo dal cesto e vedo i suoi escrementi sul fondo, è un po’ irrigidita ma tiepida.
La sotterro pensando alla serpe avviluppata sul manico del badile e considero: quando l’onirico entra con tanta prepotenza nel reale simpatizzo più per Jung che per Freud.
Poi ritorna la razionalità: legittima difesa.
Percorsi di consapevolezza politica
Stimolato dall’analisi politica di Alberto Giovanni Biuso, intellettuale valoroso, che indica nel sostegno al MoVimento 5 Stelle l'ultima e unica possibilità di emancipazione dalla morsa del potere partitocratrico, vado rapido a www.beppegrillo.it, per comprendere e agire.
Aperto il blog, epicentro e piattaforma politica del MoVimento, sopra tutto, leggo:
«Denti Fissi in 8 ore Veramente Senza Dolore, 60 rate zero costo di interessi».
Il portoncino
Puglia centrale, Ceglie Messapica, centro storico. Alle 15 e 45 ero pacatamente concentrato: per rinnovare il vecchio portoncino in ferro del monolocale lo smalto grigio metallico, color canna di fucile, andava tinteggiato con cura altrimenti rimaneva solcato. Alla fine del vicolo, da dietro l’angolo, un gruppo di ragazzi allestivano una festa di piazza. Ascoltavo passivo il sottofondo di cantilene, battute, urletti di ragazze e quelle voci mi avevano trasportato indietro di quarant’anni quando ragazzo frequentavo il gruppetto di amici: stessi suoni, giochi, medesimo desiderio nascosto di sessualità.
Il pennello scorreva chirurgico mentre una dimensione universale mi fagocitava, le voci di quei giovani venivano da vicino e insieme da lontano, dal passato e dal futuro: erano le stesse dei ragazzi medievali che giocavano in piazza a Siena, degli adolescenti degli anni Sessanta in una festa a Boston e le stesse che si sentiranno tra novanta anni in un ritrovo di giovani a Tokio che, inconsapevoli, obbediscono al canovaccio decretato dalla natura.
Il portoncino era diventato come nuovo e passavo a salutarli ma, concentrato su di loro, erano tornati ragazzi ordinari. Chissà com’è che per vedere l’universale devi fluttuare di sbieco omettendoti un po’.
Falso dilemma
Terminata la spesa avevo nel carrello 20 euro di cibo per gatti, ma offrivo 50 centesimi al mendicante piazzato all’uscita del supermercato.
La matematica sentenzia che quell’uomo vale per me un quarantesimo dei miei animali.
Non mi fido della matematica.
Feconda bile nera
Quando il poeta guarisce dalla melanconia cessa di scrivere,
se si azzardasse nel continuare elaborerebbe, sprovvisto di bile nera, saggi mediocri.
Quando Hyde massacra un gentiluomo
La madre che butta i figli dal balcone sgonfia all’istante sistemi filosofici in apparenza valorosi. Sveglia i filosofi dal sonno delle sistematizzazioni l’uomo che a Niguarda ha picconato a morte i passanti, tutti accoppati a capocchia e gran parte dello scibile filosofico non sa risolvere.
Teorie e racconti di metempsicosi consolano qualche ingenuo, altri sedano un po’ l’angoscia chiedendo pene severe e polizia armata a proteggerli, ma tutti i poliziotti e le carceri del mondo lasciano irrisolto il male, in fondo il vero e unico problema. Se c’è un primato inalienabile è quello del male, a differenza del bene e del vero non concede spazio a giochi interpretativi.
Il dito
Il copyright del dito indice pietrificato all’insù non appartiene al cristianesimo: aveva iniziato Platone e anche Nerone ne soffriva, poi frotte di pii hanno imitato. Meglio diffidare.
Tutto sommato la storia dell’umano pensiero si divide in quelli con l’indice fisso all’insù e quelli che invece lo fanno fluttuare.
Il Bollino
Legittimo il marchio di fabbrica per una automobile ma è frode appiccicare il bollino su mele e banane, per essere atto legittimo occorrerebbe perlomeno una prima trasformazione del frutto.
Il marchio lo puoi appiccicare se dalla mela fai un succo, meglio ancora un sidro: operazione un po’ metafisica che trasforma la mela in altro e oltre.
Non so se il titolare del copyright di mele e banane legittimo detentore dell’opera d’ingegno sia il Dio di Genesi, ma se fossi lui sanzionerei tutti quelli che appiccicano bollini sopra i frutti del suo pensiero; selezionatori che si spacciano per creatori.
Metafisica domestica
Ieri mi era venuta voglia di rileggerlo ma il libro dell’Adelphi con la copertina gialla non c’era più, l’ ho cercato per un quarto d’ora nel terzo scaffale della libreria «Al culmine della disperazione» di E.M. Cioran, quello che rendicontava:
«L'insonnia è una vertiginosa lucidità che riuscirebbe a trasformare il Paradiso stesso in un luogo di tortura. Qualsiasi cosa è preferibile a questo allerta permanente, a questa criminale assenza di oblio. È durante quelle notti infernali che ho capito la futilità della filosofia. Le ore di veglia sono, in sostanza, un'interminabile ripulsa del pensiero attraverso il pensiero, è la coscienza esasperata da se stessa, una dichiarazione di guerra, un infernale ultimatum della mente a se medesima. Camminare vi impedisce di lambiccarvi con interrogativi senza risposta, mentre a letto si rimugina l'insolubile fino alla vertigine».
D’improvviso mi sono ricordato che l’altro inverno avevo rotto la lettura per buttarlo nella stufa accesa. La legna di ulivo stagionata ardeva sana e l’aveva bruciato in una fiammata. L’avevo gettato nella stufa considerando che non esiste nulla di peggio dell’acciambellarsi su sé stessi come una serpe e frequentare labirinti che ti fanno esausto per morire stanco per niente e senza aver raggiunto niente, eppure ieri mi sarebbe piaciuto rileggerlo.
Chissà se l’Autore, nel vedermi, avrebbe più apprezzato l’incenerimento della sua opera in una stufa domestica, onorato come un mandala di sabbia tibetano, o quando - nell’aver rimosso il gesto - cercavo il suo libro per rileggerlo? Forse entrambi: meglio cercare un libro che si è bruciato che conservarlo chiuso impolverato e defunto nel loculo dello scaffale. Tutto sommato ogni scrittore ha il lettore che si merita.
Lapsus
Ieri appuntamento dall’igienista dentale, ma al ritorno ho riferito di essere stato dall’igienista mentale.
Vista la mia serietà nel considerare il lapsus l’interlocutore mi suggeriva di lasciar perdere per interpretarlo come mera assonanza di nomi. Non mi ha convinto.
E’ tempo di pulire antiche e stratificate incrostazioni, siccome non sono sui denti nessuno potrà farlo al posto mio.